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CRONACA

Come le isole hanno reagito alle riaperture agli sbarchi annunciate da De Luca? Ecco le posizioni di amministratori e imprenditori di Capri, Ischia e Procida

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Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha annunciato che da lunedì prossimo si potrà nuovamente sbarcare sulle isole di Capri, Ischia e Procida. Senza dirlo apertamente ha lasciato intendere che verranno meno i limiti e le restrizioni imposte e quindi varranno regole uniche, secondo le quali è possibile spostarsi per esigenze lavorative, per motivi di salute, per motivi di necessità o urgenza, per far visita ai congiunti e per far rientro alla propria residenza o domicilio. Ovviamente bisognerà aspettare la nuova ordinanza per capirne di più. Nel frattempo sulle isole quali sono le prime reazioni? Molte le dichiarazioni riportate questa mattina dai quotidiani, che hanno raccolto le opinioni di amministratori e imprenditori.

«Non siamo disorientati dall’apertura di De Luca, ma non transigiamo sull’esigenza della massima sicurezza – dice il sindaco di Capri Marino Lembo a La Repubblica – sarebbe imperdonabile, dopo due mesi di sacrifici che ci hanno consentito di limitare al minimo i casi (appena due sull’isola, ndr), riaprire le isole senza adeguate garanzie. Per questo, attendiamo di comprendere dal governatore i protocolli per gli approdi. Capri ha voglia di ripartire, ma senza sottovalutare i rischi».

Al Corriere del Mezzogiorno sempre Marino Lembo afferma: «Vediamo che succede, il governatore sa quello che fa e sono sicuro che porterà avanti dei provvedimenti che continueranno a tutelarci. Aspetto di leggere la nuova ordinanza regionale per capire se saranno necessarie misure differenti per la nostra isola. Fino al 10, però, continueremo a verificare i requisiti per chi arriva ed a scaglionare gli ingressi di operai ed impiegati; la guardia resterà alta. Restano valide anche le prescrizioni di non uscire dai posti di lavoro per i non residenti ed i controlli serrati al porto, così come il rispetto delle distanze di sicurezza e l’ utilizzo delle mascherine. C’è voglia di ricominciare, presto riapriremo in sicurezza».

Plaude alla riapertura annunciata dalla Regione il vicesindaco di Anacapri Franco Cerrotta che al Corriere del Mezzogiorno dice: «Un’ isola internazionale come la nostra non può restare chiusa ancora a lungo, tutto il mondo si prepara alla seconda fase e lo faremo anche noi. Stiamo lavorando per ripartire alla grande ed ancor più adesso siamo pronti a spingere il piede sull’acceleratore».

Non esiste un modello Capri ed è già tardi: critico è il vice presidente di Federalberghi Isola di Capri, Lorenzo Coppola. «Ben venga un’apertura graduale – dichiara – è il momento di mettere in campo un piano per la stagione turistica, dicendo “no” a questo miscuglio di forzature attuate nella speranza che nessuno le contesti. Piuttosto che un atteggiamento di apertura o chiusura dovremo già pensare a “come” riaprire. Capri, Ischia e Procida devono far presente che ripartire in autunno per noi non è una possibilità – sottolinea Coppola -; ad ottobre saremo già alla canna del gas per cui Governo e Regione devono darci delle dritte. Dobbiamo programmare la ripresa nei minimi dettagli e iniziare a farlo subito. Preservare la salute della comunità era un requisito imprescindibile, ma ora stabiliamo le misure di sicurezza e andiamo avanti con questa estate che servirà soltanto a ridurre i danni. Non esiste ancora un modello Capri ed è già tardi».

«Non possiamo aspettare all’infinito, sennò anziché morire di coronavirus moriremo di fame», commenta a La Repubblica Francesco Del Deo, sindaco di Forio, tra i Comuni che denunciano il maggior numero di falsi residenti. «Ci appelliamo al senso di responsabilità di chi arriva».

«Abbiamo acquistato 2.000 test rapidi – annuncia Enzo Ferrandino, sindaco di Ischia – e con l’Asl Napoli 2 Nord contiamo di somministrarli ai viaggiatori “sospetti” ai porti di Napoli e Pozzuoli». «Se siamo preoccupati? Come è giusto esserlo in questa fase – dice Ferrandino – ma per esempio, insieme al G20 delle spiagge, ho chiesto l’apertura degli stabilimenti balneari il primo giugno».

«Condivido la ripresa graduale degli accessi alle isole – sottolinea il sindaco di Procida Dino Ambrosino – è importante che questa libertà vada di pari passo con l’aumento dei collegamenti marittimi. Ci sono tanti concittadini che sono ancora nel resto d’Italia e sarà bello poterli riabbracciare».

 

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