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CRONACA

Molte compagnie marittime tagliano le corse verso le isole, a rischio il diritto alla mobilità e il mantenimento dei livelli occupazionali per i dipendenti: organizzazioni sindacali in allarme

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Tagliate le corse di traghetti e aliscafi per le isole del Golfo di Napoli, disagi per gli utenti e in particolari residenti e pendolari e problemi per i lavoratori delle compagnie marittime. “A partire da oggi, 2 novembre 2020, alcune compagnie di navigazione come Alilauro, Snav, Medmar Navi, Navigazione Libera del Golfo e Gestour hanno deciso di ridimensionare i collegamenti marittimi con la soppressione o la riduzione di corse e linee, mettendo in disarmo alcune unità navali”. A comunicarlo sono i sindacati Fit Cisl, Filt Cgil e Uil Trasporti in una lettera inviata alla Prefettura, per i quali “la decisione è stata assunta in maniera unilaterale e senza alcuna informativa alle rappresentanze dei lavoratori e incide in maniera drammatica sui livelli occupazionali dei marittimi, già fortemente provati dagli effetti dell’emergenza epidemiologica in corso”.

La riduzione delle corse per le isole, come Ischia, Capri e Procida, secondo i sindacati, potrebbe aggirarsi tra il 40 e il 50%.

La decisione delle compagnie di navigazione arriva nel pieno della seconda fase Covid, per la quale nel nuovo DPCM annunciato dal Governo che potrebbe essere firmato nelle prossime ore, si prevede una riduzione al 50% della capienza dei mezzi di trasporto pubblico. Per i sindacati, però, la decisione delle compagnie di navigazione, “in violazione dei contratti di lavoro e degli accordi in essere, riduce drasticamente il periodo di lavoro annuale dei marittimi, incidendo pesantemente sulla vita degli stessi e sulle loro famiglie”.

“Il ridimensionamento dei collegamenti – dicono il segretario generale della Fit Cisl Campania Alfonso Langella e il segretario regionale Fit Cisl Campania Raffaele Formisano – in spregio alle misure di contenimento dettate dalla normativa COVID 19, obbligatorie per garantire il distanziamento tra gli utenti, comporterà automaticamente un sovraffollamento dei residui collegamenti, compromettendo la sicurezza dei passeggeri nonché dell’equipaggio”.

Da qui, la richiesta di essere convocate in Prefettura al fine di condividere ogni intervento.

“Così – concludono – si mette in ginocchio un intero settore con gravi danni per l’occupazione in una fase pandemia già delicata: non vorremmo che la situazione peggiorasse con navi soffraffollate e rischi di contagio”.

A rischio non solo il mantenimento dei livelli occupazionali ma il diritto alla continuità territoriale e alla mobilità.

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