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Costruire nuove identità: ad Anacapri la settima edizione del Festival del Paesaggio

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Si è aperto lo scorso 10 settembre il sipario sul Festival del Paesaggio di Anacapri: ideato e curato da Arianna Rosica e Gianluca Riccio, dal 2016 il progetto punta riaffermare l’isola di Capri come luogo di produzione artistica e promuove la realizzazione di interventi in connessione con il territorio. Quest’anno, attraverso il tema Building new identities – Costruire nuove identità, la kermesse giunta alla settima edizione indaga le identità che divergono dalla norma. Negli spazi storicamente significativi della Fondazione Axel Munthe – Villa San Michele, il festival fa dunque luce sull’eredità culturale isolana e sul fermento artistico che tra Ottocento e Novecento determinò l’unicità di Capri.

“Nella storia culturale di Capri abbiamo rintracciato un insieme di esperienze estetiche e di biografie artistiche che, a cavallo tra ‘800 e ‘900, avevano riconosciuto nell’Isola il perimetro di un’utopia praticabile e in qualche modo replicabile” spiegano i curatori, che per questa edizione hanno voluto coinvolgere gli artisti Humberto e Fernando Campana, Paolo Canevari, Goldschmied & Chiari, Ibrahim Mahama, Matteo Nasini, Elisa Sighicelli e Alberto Tadiello a realizzare installazioni site-specific, progetti speciali e interventi di arte pubblica nella cornice della Fondazione Axel Munthe – Villa San Michele. Grande attesa anche per l’omaggio all’artista ucraino scomparso a maggio Ilya Kabakov, a cui è dedicata questa edizione: insieme alla moglie Emilia Kabakov era tra i protagonisti del festival nel 2022.

Cuore dell’appuntamento, Villa San Michele accoglie il benvenuto ai visitatori attraverso l’installazione site-specific Untitled dell’artista ghanese Ibrahim Mahama: composta da tre stendardi ricavati da sacchi di juta, provenienti dalle multinazionali che abusano delle materie prime africane, è all’allestita all’ingresso della sede espositiva. Negli spazi del chiostro al piano terra si trova invece 13, la scultura sonora del 2015 dell’artista veneto Alberto Tadiello: a “popolare” la casa-museo sono le opere scultoree di Paolo Canevari e quelle “specchianti” del duo Goldschmied & Chiari, quest’ultime disseminate all’interno dell’appartamento al primo piano. La scultura Cativeiro Chandelier dei fratelli designer Humberto e Fernando Campana – un grande candelabro bronzeo dalle forme vagamente zoomorfe e teriomorfe – spicca invece nell’antico “Cubiculum”, all’estremità del grande giardino.

Per scoprire tutte le opere e gli appuntamenti in programma, ecco il sito ufficiale.

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